Tra etica e sociale

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L'olio Manfredi BarberaIl consorzio Oleifici Siciliani e il neonato Co.Fi.Ol. (Consorzio Filiera Oleicola), creato nel 2011 da Manfredi Barbera con l’Associazione Palermitana Olivicoltori e il Consorzio dell’Olio Sicano, opera nel territorio siciliano con una modalità fortemente etica e sociale. Ci spiega il capofila del Co.Fi.Ol., Manfredi Barbera: “Pensiamo sia più efficace mettere insieme le forze che conoscono il territorio e vi lavorano da sempre”. Gli olivicoltori che aderiscono hanno il vantaggio di non essere obbligati o vincolati a conferire i loro prodotti in consorzio, decidendo cosa fare delle proprie olive, anche in base al prezzo della settimana. Ci dice rammaricato Manfredi Barbera: “Sono numerosi gli oliveti nei quali ogni anno non viene effettuata la raccolta, lo possiamo vedere in Sicilia e altrove”. Spesso, infatti, la raccolta è un investimento al quale corrisponde un’entrata economica nemmeno sufficiente a ripagare il coltivatore delle spese. Questo aspetto fa sì che l’erba sia lasciata crescere tra gli olivi, senza prestare attenzione alcuna al rischio di incendio, che riguarda da vicino terreni e oliveti centenari. Co.Fi.Ol. lavora in prospettiva, aggregando i produttori e i frantoiani per offrire loro un’opportunità.

Un altro obiettivo del consorzio è quello di trasmettere una più profonda cultura delle risorse del territorio. Talvolta accade, come ci spiega Barbera, che le cattive abitudini siano perpetuate perché considerate sinonimo di tradizione, solo perché si portano avanti da sempre. Poi porta un esempio: “Alcuni coltivatori raccoglievano le olive in dicembre, pensando che dessero più olio; al nostro fianco hanno capito che la quantità di olio è praticamente la stessa ma che ne va evidentemente della qualità”. Nel consorzio, inoltre, si sviluppano progetti volti alla riqualificazione delle produzioni, con conversioni in biologico e adesioni alle D.O.P., per l’obiettivo comune della qualità.