Radicchio-terapia: per rafforzare l’autostima e imparare a collaborare

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radicchio tardivo trevisoAl centro di percorsi riabilitativi per persone svantaggiate, il radicchio può far bene a chi lo coltiva. Scopriamo perché con Nicola Trevisin, educatore della Biofattoria Murialdo.

“Quando viene colto, il radicchio si presenta pieno di terra e scuro: solo le giuste cure lo renderanno bello e rosso come lo conosciamo”. Queste sono le parole di Nicola Trevisin, educatore giunto qualche anno fa all’azienda agricola Murialdo di Treviso in cerca di un luogo in cui creare progetti per persone svantaggiate e riabilitarle in modo concreto.

Con lui abbiamo scoperto come il radicchio sia in grado di rafforzare l’autostima, rendendo le persone parte di un processo nel quale la loro manualità è indispensabile. Vedere con i propri occhi che persino il radicchio più pieno di terra nasconde uno splendido fiore è di per sé una terapia. Qui in provincia di Treviso, l’attività agricola supporta e si integra con i percorsi di sostegno e in questo contesto la tolleranza, la disponibilità alla prova e all’errore sono ampi e tangibili. In un clima familiare e, al tempo stesso, in grado di far fronte alla complessità dei soggetti accolti, la Biofattoria Murialdo produce Radicchio Rosso di Treviso IGP. A farsi portavoce del progetto di rete “I love Treviso” sono anche la Cooperativa Topinambur e la Cooperativa Alternativa, che collaborano ogni giorno per coltivare la dignità delle persone e del territorio.