La dieta senza glutine fa tendenza

  • -
22aEssere celiaci è diventato di moda, è sexy e attrae un numero crescente di soggetti. Ma cosa c’è dietro la dieta senza glutine di tanti?

Sono sempre di più le persone che fanno una dieta senza glutine. Negli ultimi 5 anni il loro numero ha ormai superato quello di coloro che seguono una dieta a ridotto contenuto di grassi, di zuccheri, di calorie e di carboidrati.

Di questa tendenza parla il Prof. Antonio Picarelli nel Forum 2013 “Reazioni avverse agli alimenti”. Il dato non va interpretato come una traslazione di coloro che si sottoponevano alle diete dimagrantiin soggetti che ora sono a dieta aglutinata, ma va comunque recepito con la forza di numeri e di una tendenza significativi. Oltre al numero di celiaci che si stima essere l’1% della popolazione, vi è una stima del 5-10% di soggetti con gluten sensitivity e meno dello 0,1% di soggetti con allergia al glutine. Accanto a essi, però, un gran numero di persone che ha deciso di escludere il glutine dalla propria alimentazione, ricorrendo persino all’assunzione dei cibi dietoterapici, quelli cioè creati appositamente per soggetti con esigenze alimentari specifiche.

I dati citati dal Prof. Antonio Picarelli sono allarmanti e mostrano che tra coloro che ricorrono alla dieta senza glutine vi sono molti soggetti che non lo fanno su suggerimento medico. Sulla base di 1000 soggetti che frequentano il suo ambulatorio, il Prof. Picarelli ha fatto una stima della motivazione che spinge un soggetto NON celiaco a scegliere un’alimentazione priva di glutine. Tra questi il 10% delle diete è affrontata sulla base dell’autodiagnosi del paziente che si ritiene celiaco o per via del risultato di test non affidabili a livello scientifico (10%). Ma ancora più drammatico è il numero che completa questo 100% di persone che si alimentano da celiaci pur non avendone avuto evidenza scientifica. Accanto ad autodiagnosi e test di scarsa attendibilità si posiziona infatti un 80% di diete aglutinate effettuate sulla base di una mala interpretazione degli esami, tra cui quelli genetici, o di un iter diagnostico incompleto, con test non sufficienti a una diagnosi attendibile. In tutti questi casi, il rischio è che con un’alimentazione aglutinata divenga difficoltosa la corretta diagnosi di eventuali patologie come la celiachia, proprio perché i valori risultano falsati dalla mancanza ingestione di glutine.

Atteggiamenti che non tutelano coloro che si sospetta siano celiaci, allergici al glutine o con gluten sensivity e che creano confusione, alimentando una conseguente mala-informazione che, va detto, fa male a tutti.

Lara Balleri

Fonte dei dati: Forum “Reazioni avverse agli alimenti” del 1 giugno 2013