Aglio Rosso di Sulmona: tenace come l’Abruzzo

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Aglio rosso di SulmonaDietro a questo prodotto c’è la determinazione dei suoi produttori, che lottano per mantenere forte l’identità dei prodotti della terra.
C’è più di una ragione se l’aglio Rosso di Sulmona è apprezzato dai consumatori: l’aroma, il sapore piccante e l’ottima conservabilità (si raccoglie verso la fine di giugno o l’inizio di luglio e si conserva fino a marzo-aprile).
L’area di produzione interessa la Valle Pelligna, una zona che non ha imboccato la strada delle produzioni industriali. La coltivazione dell’aglio è sempre stata un’attività molto cara agli agricoltori e agli abitanti della zona, che gli hanno sempre riconosciuto un ruolo socio-economico di particolare peso.
Negli anni ’90 la coltura dell’aglio rappresentava un’importante fonte di reddito per le aziende agricole in provincia de L’Aquila, ma tra la fine del secolo ed i primi del 2000 subì una significativa recessione. Vaste superfici furono infatti adibite alla coltura di altre varietà di aglio, sempre di color rosso, ma caratterizzate da una resa più elevata.
A conservare questa coltura fino a oggi sono state proprio le aziende produttrici, che nel 2009 si sono unite e hanno dato vita al Consorzio Produttori Aglio Rosso di Sulmona. Si tratta oggi di 42 soci che hanno adibito un totale di 45 ettari di terreno coltivato ad aglio, con la previsione di continuare a valorizzare questo prodotto. Cos’ha di speciale lo abbiamo chiesto a Fabrizio Giuliani, presidente del Consorzio: “Per avere il marchio del Rosso di Sulmona, l’aglio dev’essere prodotto, confezionato e commercializzato secondo il Disciplinare, utilizzando esclusivamente il seme fornito dal Consorzio affinché l’aglio si mantenga autentico”.

Numeri
Quintali di aglio prodotti in una stagione in Valle Peligna: 9.000-10.000 (di cui 2.500-3.000 prodotti  dal Consorzio Produttori)
Numeri di spicchi per testa d’aglio: 10-12
Numeri di teste d’aglio a metro quadro: 12-15