Essere adolescenti nella società contemporanea

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La cosiddetta società dell’immagine mette a disposizione della massa numerosi modelli comunicativi e l’attuale cultura di consumo di cui scrive lo studioso dei media David Buckingham “fornisce una serie diversificata di risorse simboliche (immagini e segni) che possono essere usate dagli individui per costruire la propria identità e definire il proprio stile di vita[1]. Queste risorse cambiano in modo repentino, si diversificano, si mescolano caratterizzando quella contemporanea come una società liquida, dalle parole del sociologo polacco Zygmunt Bauman. In essa, “le identità sono più come leggeri strati di crosta lavica che hanno appena il tempo di indurirsi prima di essere nuovamente risucchiati e fusi dalla colata incandescente”[2]. Per l’adolescente contemporaneo la Rete rappresenta il tramite eletto per fare esperienza di sé e incontrare l’altro, al punto tale da faticare a percepire sostanziali differenze tra vissuti online e offline, laddove in termini valoriali e simbolici entrambi gli ambienti esperienziali vanno a contribuire alla costruzione identitaria del soggetto.

La Rete ha oggi una grande responsabilità nella costruzione identitaria adolescenziale e ciò porta con sé il rischio immediato di fornire percezioni deformate, prima ancora che di comportare problemi evolutivi; nella società contemporanea, infatti, “il visuale ricopre un doppio status: è il principale medium di comunicazione sociale ed è anche l’unico ingresso al nostro patrimonio simbolico”[3]. Avere una vetrina di sé e sempre qualcuno che guarda richiede di confrontarsi con il limite costituito dall’avere un corpo non scelto e può far restare strozzati dal divario che esiste tra il percepito e ciò che si desidera che invece sia. Gli adolescenti rischiano così di non accettarsi al punto da non riuscire a esprimere le proprie componenti emotive profonde e personali; il corpo è quindi vissuto come tramite di sola rappresentazione e non di scoperta, come immagine-oggetto di sguardi e non come ponte verso la conoscenza di sé e degli altri.


[1] Buckingham D., Media education. Alfabetizzazione, apprendimento e cultura contemporanea, Trento, Erickson, 2006, p. 173.
[2] Bauman Z., Modernità Liquida, Milano, Laterza, 2011, p. 88.
[3] Faccioli P., Losacco G., Identità in movimento. Percorso tra le dimensioni visuali della globalizzazione, Milano, FrancoAngeli, 2008, pp. 7-37.