2014: le etichette del futuro

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23aObbligatorie dal 13 dicembre 2014, le etichette alimentari dovranno necessariamente seguire precise linee guida.

La necessità di una norma più efficace per l’etichettatura degli alimenti conferma l’importanza che le etichette ricoprono nel dialogo produttore-consumatore, quale mezzo per consentire una scelta consapevole. Ecco le linee guida in vigore dal 13 dicembre 2014.

  • Leggibilità: il carattere tipografico minimo delle informazioni riportate in etichetta non dovrà essere inferiore a 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole).
  • Allergeni: le indicazioni sulla presenza degli allergeni dovranno essere evidenziate in modo da essere facilmente individuate dai consumatori.
  • Tabella nutrizionale: dovrà contenere obbligatoriamente contenuto energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri, sale, riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto.
  • Oli e grassi vegetali: non basterà più scrivere “oli/grassi vegetali” ma bisognerà specificare anche la tipologia (soia, palma, arachide, ecc.).
  • Congelati e surgelati: un alimento congelato o surgelato venduto scongelato dovrà riportare sull’etichetta il termine “scongelato”. Nella carne, nelle preparazioni a base di carne e nei prodotti a base di pesce non trasformati sarà obbligatorio indicarne giorno, mese e anno di surgelazione o congelamento.
  • Luogo di provenienza e data di scadenza: indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza sarà obbligatorio per la carne suina, ovina, caprina e per il pollame. Inoltre la data di scadenza dovrà essere riportata anche sui prodotti confezionati singolarmente.
  • Caffeina: le bibite, esclusi tè, caffè e altre a base di queste bevande, che contengono più di 150 mg/l di caffeina e che riportano la dicitura “tenore elevato di caffeina” dovranno riportare anche l’avvertenza “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”.

Dall’indagine Global Nielsen Survey 2011, condotta intervistando oltre 25.000 navigatori internet in 56 Paesi del mondo, emerge che più della metà degli intervistati ha difficoltà a comprendere i valori nutrizionali sulle etichette (il 59%), oltre a un diffuso scetticismo nei confronti di alcune informazioni riportate sulla confezione dei prodotti alimentari.

I dati dell’Osservatorio Adi-Nestlé individuano nelle donne i consumatori predisposti a un consumo consapevole (l’88%), molto attente alla lettura del valore energetico e della tabella nutrizionale, anche se le informazioni più lette restano la data di scadenza (la legge l’88% degli intervistati), seguita dalla lista degli ingredienti (la consulta il 73% della popolazione), in particolare, per verificare la presenza di coloranti e grassi idrogenati (il 67%), conservanti (il 58%) e aspartame (il 43%).

“È dunque auspicabile – ha commentato Tina Napoli, coordinatrice di Cittadinanzattiva – una duplice sfida: da una parte le aziende che devono assicurare completezza di informazioni nel modo più chiaro possibile, dall’altra i consumatori che devono andare oltre la lettura della data di scadenza e usufruire di ulteriori canali di informazione per approfondire le indicazioni offerte dalle etichette”

“Effettivamente – sostiene Michela Barichella, Responsabile Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano – le etichette offrono tutti gli strumenti necessari per guidare il consumatore, come per esempio le GDA presenti su ogni confezione, indicazioni molto utili ma ancora poco conosciute. Le GDA sono le Quantità Giornaliere Indicative di energia e nutrienti raccomandate per una alimentazione equilibrata, calcolate sulla base di una dieta di 2000 Kcal. Per ciascuna persona il fabbisogno di energia e nutrienti varia in base al peso, al sesso e allo stile di vita; nell’utilizzarle, quindi, bisogna tenere sempre presente che si tratta di linee guida e non di obiettivi individuali.”

La campagna “Etichet-ti-amo – L’importanza di una corretta lettura delle etichette alimentari” avviata nel 2011 da Nestlé, in collaborazione con Cittadinanzattiva, costituisce proprio un’occasione di scambio tra Nestlé, le famiglie e gli esperti, all’insegna della buona alimentazione e di una vita più sana. Rappresenta il primo step del più ampio progetto “Food Coaching”, nato con l’obiettivo di essere sempre più vicini ai consumatori con strumenti utili, per orientarsi nelle scelte nutrizionali, dal momento dell’acquisto fino alla tavola e alle occasioni di svago, sport e tempo libero.